Di seguito un estratto dall’intervista di Luciano Ferraro (Corriere Della Sera) a Niccolò Branca

 

Le è servito in azienda?
Niccolò Branca: «Molto. La prima cosa che ho fatto alla Branca è stata introdurre un codice etico. L’idea è che le persone all’interno della società sono considerate non come mezzi ma come fini. Poi abbiamo stabilito regole di rispetto ambientale con i fornitori delle erbe da tutto il mondo. Abbiamo varato carte sulla sicurezza del lavoro e molto altro, fino al bilancio di sostenibilità».

E avete dato lo yoga come benefit per i dipendenti durante lo smart working.
NB: «Anche prima, grazie ad una insegnante che aiuta ad affrontare lo stress del lavoro. Durante la pandemia abbiamo continuato con i corsi online. Di yoga ma anche di cucina, abbiamo un ricco welfare aziendale».

Cos’è la meditazione?
NB:«Presenza. Che porta alla tranquillità della mente. In modo da osservare quello che avviene dentro se stessi, e avere visione profonda e chiarezza. Da questo arrivano saggezza e consapevolezza».

Meditando le sono venute idee per il lavoro?
NB: «Tante idee, Einstein diceva che se vuoi risolvere un problema devi fare altro. A volte basta una passeggiata, evitando di stare concentrati. Si deve liberare la mente per avere il guizzo».

Il suo guizzo nato durante la meditazione?
NB: «Ho convertito in dollari i capitali argentini poco prima del default del Paese. Non solo ho salvato il patrimonio ma tutto l’organismo vivente aziendale, come lo chiamo io».

Testo completo dell’intervista a Niccolò Branca su www.corriere.it

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