La respirazione è comunemente considerata una semplice funzione autonoma che sostiene la vita, tuttavia da millenni si sa che essa influenza comportamenti e funzioni mentali di ordine superiore.

La respirazione lenta e controllata è forse la tecnica principale utilizzata dai saggi della tradizione yogica per calmare la mente e produrre stati contemplativi. Inoltre, viene utilizzata da tempo a livello clinico per curare stati di eccessiva eccitazione e stress, come per esempio gli attacchi di panico.

Per lungo tempo si è considerato che la respirazione potesse calmare stress e paura, semplicemente perché funzionava, quindi sostanzialmente per ragioni empiriche.

Nel maggio del 2017 è stato pubblicato un articolo su Science che ci ha comunicato le scoperte di un gruppo di studiosi in merito all’esatto gruppo di neuroni responsabili di questo sottile legame fra respirazione e stati emotivi. Si tratta di un sottogruppo di neuroni localizzato nel tronco encefalico, denominato “area di Pre-Bötzinger”. Quei neuroni generano il ritmo respiratorio e regolano positivamente il centro nervoso responsabile di attenzione, eccitazione e panico.

Questa scoperta ha dato un nome e una spiegazione scientifica a conoscenze empiriche antichissime.