Il cambiamento più profondo: l’Età dell’informazione sarà seguita da un’Età della Saggezza, o “Umana”. Mentre i robot e l’Intelligenza Artificiale si appropriano di molti compiti nelle organizzazioni, altre qualità non replicabili dalle macchine (la collaborazione, creatività, empatia, apprendimento costante, ecc.) saranno molto richieste. E queste qualità richiedono un livello molto alto di benessere mentale e fisico.

The Global Wellness Institute, 2016

 

Il mercato del benessere al lavoro valeva 48 miliardi di $ nel 2017, e si pensa crescerà a 66$ nel 2022. Però, solo il 9% della forza lavoro globale ha accesso a qualche forma di programma di benessere lavorativo*.

Anche se la mia società è attiva in questo ancora piccolo mercato, non penso che i programmi di benessere per i lavoratori siano la risposta al problema del malessere lavorativo.

La risposta è prima di tutto nella consapevolezza dei datori di lavoro e nel loro senso di responsabilità rispetto alle condizioni lavorative non solo delle proprie persone, ma anche delle organizzazioni dei propri fornitori e stakeholders.

Se siamo attivi in una qualsiasi forma di business, dovremmo considerarci responsabili dell’impatto che produciamo con la nostra attività sull’intera comunità.

Questo impatto inizia con l’intenzione e il senso di responsabilità di ogni persona coinvolta nel processo. Ecco perché è una questione di auto responsabilità. Ognuno di noi dovrebbe porsi alcune domande chiave: cerchiamo di produrre benessere e salute nell’implementazione del nostro business? Siamo consapevoli dell’impatto del nostro business su ogni gruppo di stakeholder e parte della comunità coinvolta? Almeno, cerchiamo attivamente questa consapevolezza? Quanto questo tema ci sta a cuore? Credo che debba essere priorotario per ogni imprenditore, manager e lavoratore.

Il Global Wellness Institute riporta che la maggior parte dei 3,4 miliardi di lavoratori stanno male. 74% vivono nell’insicurezza economica, 77% hanno lavori part time o instabili, stanno invecchiando: il 18% della forza lavoro sarà sopra i 55 anni nel 2030. Non sono in salute: 52% sono sovrappeso/obesi e il 76% riporta che ha difficoltà con il proprio stato di salute.

Se tutto ciò non fosse sufficiente a sensibilizzarci, a livello globale, il costo del malessere dei lavoratori rappresenta il 10-15% del PIL.

La risposta è nell’auto responsabilità e in una consapevolezza buddhista di essere tutti interconnessi: nessuno di noi può essere veramente felice e in salute se altri sono infelici o malati. Sarebbe una pura illusione, e non curarsi di questi temi rappresenta un’azione sociale che ha impatti molto negativi.

Niccolò Branca, il Presidente e AD di Branca International ha scritto estensivamente anche su questo tema nel suo recentissimo libro, “Economia della consapevolezza”.

 

Alessia Tanzi