Y-C: Pensi che si nasca creativi o che si possa imparare?

Sergio Rodriguez: La mia vocazione di creativo comincia con una chiamata violenta da adolescente verso tutto ciò che aveva un contenuto artistico, musicale, fuori dagli schemi razionali e dal mio avviamento al l’educazione sociale.
Ora che lo analizzo, questo pugno che mi bussava dentro credo avesse le forme di una fiamma a cui negli anni seguenti ho cercato, anche grazie all’aiuto di chi l’ha vista in me (e ha avuto la pazienza di assecondarla) di dare una forma, una finalità, una ragione più grande.

L’estro è un dono, a cui l’esperienza e tanto lavoro danno forma e contenuto. Col talento creativo si nasce, non si impara a scuola. Ma la scuola dell’umiltà è, tra tante scuole, quella migliore per non inciampare nella più pericolosa chimera di ogni creativo: la scuola dell’ego.

Come si fa a rimanere puramente creativi in un mondo pubblicitario estremamente competitivo?

Nel mondo delle idee di sopravvive se si accetta di non essere mai professore, ma allievo perenne. Ogni giorno il mondo della creatività si arricchisce di nuove possibilità offerte dalla tecnologia digitale. Nuovi linguaggi vengono sbloccati da comportamenti basati sulla simultaneità delle interazioni social e dalla cultura visiva che ha sostituito quella della parola. Ogni giorno si nasce già vecchi di un giorno. È tutto veloce perché si vive nell’economia dell’attenzione e i giovani non ti concedono pazienza.

Come si può stimolare la propria creatività?

Non bisogna mai guardare indietro. Devi accettare il cambiamento come costante di vita.
Credo che la curiosità sia l’unico valore che dia qualcosa di durevole a chi maneggia le idee. Perché ti stimola, ti rimette in gioco, ti impone di accettare il rischio di provarci e di sbagliare. La curiosità per chi dice “Si ma” è un’eresia.

Quali sono i consigli spassionati che dai ai giovani che entrano oggi nel mondo del marketing e della comunicazione?

A un ragazzo che nasce con la fiamma dentro consiglio di fregarsene dei primi tre punti.

 

 

Sergio Rodriguez, AD, JWT
Dove in altre agenzie di pubblicità l’estro e la gestione operativa sono responsabilità tenute rigorosamente separate, in Wunderman/Thompson convivono.
Sergio è infatti sia CEO che Direttore Creativo di un team di 220 professionisti, in grado di coprire e monitorare ogni fase di una moderna idea-journey.